#16- ll virile bianco: storia coloniale di un maschio imperiale
Oltre al deep-dive, anche un news recap degli ultimi mesi, in cui l'attualità era stata un po' tralasciata. Non vi manca per niente, ok, ma...cleaning out my closet.
C’è un uomo che non si vede, ma governa ancora.
È l’uomo bianco, coloniale, imperiale.
Ha costruito il mondo che abitiamo, e lo ha fatto a sua immagine e somiglianza: razionale, muscolare, predatore.
È il maschio che domina non solo le donne, ma anche gli “altri” uomini — neri, poveri, queer.
Oggi lo trovi ovunque: nel linguaggio della manosfera, nei viaggi sessuali in Oriente, nei guru della virilità su Telegram.
È tempo di guardarlo in faccia.
1️⃣
Come nasce il maschio coloniale
Il colonialismo non è stato solo conquista economica. È stato un esperimento antropologico su scala mondiale.
L’Europa — e l’Italia fascista con lei — ha fabbricato un’idea di maschio superiore: virile, disciplinato, cristiano, bianco.
Il maschio coloniale era:
Esploratore: attraversa terre “incontaminate”.
Missionario: porta la verità ai “selvaggi”.
Soldato: impone il silenzio con la baionetta.
Padrone: regola corpi, risorse, desideri.
2️⃣
Il corpo del colonizzato come specchio rovesciato
Ogni potere ha bisogno di un confronto.
Per costruire la supremazia bianca e maschile, si è creato l’opposto:
Il colonizzato: nero, “femminile”, sessualmente minaccioso.
Il virile coloniale: bianco, freddo, razionale, eretto.
Le immagini parlano chiaro: soldati italiani sulle jeep, donne indigene rese oggetti, bambini nudi da “educare”.
Nel fondo di ogni scatto coloniale si legge lo stesso messaggio: “noi siamo uomini, loro no.”
3️⃣
La sessualità coloniale: desiderio, paura, possesso
Il colonialismo ha anche sessualizzato la razza:
Il corpo femminile nero era erotizzato, esotizzato, reso merce.
Il corpo maschile nero era temuto, ridicolizzato, castrato (letteralmente e simbolicamente).
Questa dinamica sopravvive oggi:
Nei discorsi sulle “donne facili” del Sud del mondo.
Nei sospetti razzisti verso uomini neri “troppo virili”.
Nella narrativa della donna bianca da difendere, sempre.
4️⃣
Il maschio coloniale non è morto: si è fatto algoritmo
Cosa hanno in comune:
Un influencer redpill che insegna a “dominare” la partner?
Un turista sessuale a Bangkok?
Un imprenditore che parla di “mentalità da conquistatore”?
Tutti ripetono lo schema coloniale:
Sottomissione
Oggettivazione
Virile superiorità
Oggi il colonialismo non ha più le baionette. Ha le stories su Instagram, le VPN, i codici promo, le frasi da Jordan Peterson.
📦 Box tematico: Il Nuovo Uomo (coloniale)
Il Nuovo Uomo è bianco.
Il Nuovo Uomo è forte.
Il Nuovo Uomo non sente.
Il Nuovo Uomo conquista, redime, possiede.
Dal fascismo al femminicidio, dal Congo alle community manosphere, questa è la maschera tossica che ancora portiamo addosso.
📚 Fonti consigliate
Frantz Fanon – Pelle nera, maschere bianche
Anne McClintock – Imperial Leather
Archivio Luce: propaganda coloniale italiana
Mostra “Immaginari coloniali italiani” – Fondazione Gramsci
Studi su mascolinità e razza: Brill Journal of Fascism
💬 Conclusione & chiamata all’azione
Quanto coloniale c’è ancora nel tuo modo di essere uomo?
Ti sei mai chiesto se la tua virilità è stata costruita contro qualcuno?
Scrivimi. Rispondimi. Condividi.
Raccontami il tuo “smantellamento” coloniale.
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