#3 Maschi Alpha
Di cowboy, eroi mascherati, principi e altre idiozie
Allora, ci tengo a precisare una cosa, che mi rimbomba nelle orecchie dalla mia coscienza esasperata dai battibecchi sterili sui social: essere anti-sessista, anti-misogino e non patriarcale non vuol dire non essere competitivo, non incazzarsi mai, non essere attratto fisicamente dalle donne (per quanto mi riguarda) e anche non essere spavaldo il giusto e saperci fare. Non significa essere una sorta di amebe woke. Chi mi conosce sa benissimo che sono l’esatto opposto, ma chissa’ perché, quando mi trovo a dibattere con leoni da tastiera, sono le prime accuse che mi vengono rivolte da loro, i maschietti finto-alpha, punzecchiati nelle loro palline rinsecchite 🤣.
Essere diversamente maschio non vuol dire non litigare mai con la propria dolce metà, anche animatamente, non avere incomprensioni, non pensare mai “che stronza”. La vita vera non è una telenovela. Siamo esseri umani, tutti.
Il problema non sono queste manifestazioni, ma ciò che si fa con esse, ciò che si impara da esse di se stessi, perché se quando siamo incazzati, scopriamo davvero tanto su chi siamo, dove possiamo arrivare e come i nostri meccanismi comportamentali ci condizionino.
Dicevamo: il maschio alpha.
Il mito del maschio alpha è un mito dello yuppismo, estremamente tossico che si somma alla tradizione patriarcale e ne amplifica la tossicità. Viene da molto lontano, non dagli anni ‘80, viene addirittura dall’antica Grecia e prima.
Ma prima altro disclaimer: conosco tanti papà tenerissimi che si fanno in quattro per le loro figlie/figli e si dividono essattamente in maniera complemetare ed equa con la compagna/moglie/compagno/marito la gestione casalinga, familiare e professionale senza batter ciglio.
Qui non stiamo facendo il processo al maschio in generale, ma a un certo tipo di maschio tossico. Anzi non stiamo facendo il processo proprio a nessuno. Stiamo cercando di capire come superare alcuni tratti di noi, perché anche chi scrive, inevitabilmente, avrà in qualche recondito anfratto dell’anima una qualche forma di tossicità. Persino alcune donne hanno elementi di mascolinità tossica conficcati nella loro innata femminilità, condizionate come sono state da millenni di tradizione patriarcale.
Quindi, signori, siamo tutti sulla stessa barca, nessuno si sta ergendo a giudice di nessun altro (perché anche questo mi è stato detto: ma tu chi sei per giudicare).
Io non giudico, io osservo e mi pongo questioni: perché solo gli stolti non si pongono domande.
Il bias cognitivo-mediatico
I dati parlano chiaro fino a un certo punto e soono usati spesso in maniera errata e strumentalizzati:
come tendenza di crescita rispetto al recente passato (anni 2010-2020) i femminicidi e le violenze sessuali in Italia sono in aumento e sono in aumento più che negli altri paesi (come tendenza di crescita anno dopo anno, non come quantità totale) e, dato allarmante, sono in aumento soprattutto in determinate fascie di età. Le violenze sessuali e in generale la discriminazione di genere sono in aumento nei giovanissimi, negli adolescenti. Mentre i femminicidi sono in aumento soprattutto negli over 60. Entrambi questi segmenti sono accomunati da un ancor più triste dettaglio: nel 89% dei casi, sia per le violenze che per il femminicidio, il responsabile è il marito, ex marito, compagno, amico stretto, o parente. Della serie parenti serpenti, fratelli-coltelli et similia.
in realtà rispetto al lungo periodo (ad esempio 50 anni fa), il fenomeno è in lieve diminuzione. Il problema è quel “lieve”.
l’Italia è il secondo paese con il tasso più basso in Europa di questo tipo di reati.
Non c’è da brindare però: il fatto che in Europa siamo ultimi anche in questo campo è perché negli altri paesi c’è stata un’impennata post-pandemica di omicidi femminili. Quindi è un dato molto relativo. Della serie: siamo lenti solo perché gli altri sono molto più veloci, non perché siamo lenti in assoluto. E poi bisogna riflettere su un altro aspetto negativo: si, è vero che rispetto a quando ancora esisteva il delitto d’onore (ma essere stati barbari e trogloditi fino a poco tempo fa non è certo un’attenuante) il fenomeno sta calando, tuttavia il problema vero è che ci sia ancora. Io pretendo e mi aspetto da una società che se la tira tanto con miracoli tecnologici, modaioli, di lusso, di vacanze in barca, di selfie sotto l’ombrellone, che poi sia coerente e sia DAVVERO evoluta, DAVVERO bella, DAVVERO raffinata.
Guarda caso si dice “homo homini lupus” guarda caso, non “femina feminae lupa”🤣 (lo so lo so, era una battuta…)
E dove non c’è una cultura dell’equità, della solidarietà, della giustizia e della non-violenza, del rispetto, non c’è nessuna ricchezza, quella vera.
Ma…c’è un ma, che può consolarci solo parzialmente: questa sensazione di precarietà nella sicurezza sociale, questa sensazione di assedio dei barbari che torturano le donne, questo martellante notiziario continuo che annuncia sciagura dopo sciagura, è anche dovuto a una sovraesposizione mediatica senza precedenti. Un tempo, per avere una notizia allarmante bisognava essere adulti che entravano in un bar e leggevano il giornale o che andavano ad acquistarlo in edicola. Dopo, è arrivato il radiogiornale, poi il tg della sera, ma i ragazzi ad esempio non lo guardavano. E comunque era uno, una volta al giorno.
Oggi siamo bombardati dalle notizie dieci, venti, trenta volte al giorno, dalle stesse notizie che ci inseguono, dai giornali, riviste, telegiornali, podcast, trasmissioni di approfondimento, dibattiti, talk-show, newsletter, e poi sul cellulare, dai social, su whatsapp dai nostri amici, persino i figli su Tik Tok “ma hai visto che è successo”, e poi all’aperitivo, dal parrucchiere, alla partita. Insomma un notizia oggi non siamo più noi a leggerla, ma è lei che ci insegue, vive di vita propria, si insinua sottopelle, nel cervello, nella coscienza e non ne esce più. E’ come un batterio, sta li a covare, a scavare ed è esattamente per questo motivo, che dopo un inverno particolarmente denso di avvenimenti di questo tipo, sono sbottato, non ce l’ho fatta più e mi sono dovuto mettere a scrivere, che è un modo per condividere la mia frustrazione e farla uscire dalla mia mente, final-mente🧘🏻.
Questo per dire che questa massiccia, massiva, continua esposizione a notizie di cronaca nera che si sa, vendono più delle belle notizie, da sempre, ci da la sensazione che sia tutto sproporzionatamente in aumento, mentre in realtà non è così, statisticamente parlando. Ma, ripeto, magra consolazione: nel 2024 non dovrebbero proprio esserci fenomeni di questo tipo ed è per questo che siamo qui, per formare i maschi del futuro, per fare la nostra parte nel dire “guajò! Destati, scuotiti, accendi il cervello e prendi in mano la tua vita”.
Il maschio, com è ora, non va bene. Fateci pace, co sto concetto.
Volevo parlarvi dell’antica Grecia, del mito (a mio avviso, sbagliato nel tramandarlo) di Achille e di come gli Etruschi fossero la società più equa dell’antichità…ma mi sono dilungato troppo e rischio di annoiarvi a morte, quindi sarà per il prossimo numero.
Vi lascio con il solito paio di link/spunti di riflessione:
Secondo me, questo potrebbe essere un buon deterrente (ovviamente va fatto un lavoro culturale ed educativo alla base, ma quando ormai è troppo tardi…). Gli uomini, sopratutto un certo tipo che guardano solo a roba concreta, vengono punti sul vivo se gli si toccano i soldi. 💰Che ne pensate?
Il patriarcato. è un modello sbagliato che ci accompagna da troppo tempo. Gli uomini non sanno perdere…credo sia estremamente vero, leggetevi questo articolo.

