#2 Perché Diversamente Maschio
Cosa aspettarsi da questa pubblicazione
Io sono sempre stato Diversamente Maschio
E non per via del mio orientamento sessuale ma per la mia sensibilità, per la mia indole.
Giocare con i maschi mi annoiava a morte, tutti quei soldatini, quelle armi, quel fare a gara a qualsiasi cosa. Giocare con le femmine era molto più interessante e divertente.
Non ho mai avuto timore di mostrare le mie emozioni, piangere in pubblico, o mostrare empatia.
Ma io sono stato fortunato.
Crescendo, ho capito che il maschio aveva un problema: di comunicazione, di cognizione di sé, di aspettative spesso irraggiungibili.
Poi recentemente, da padre, da uomo adulto, ho notato l’impennata di violenza di genere, di intolleranza, di competizione feroce e spesso ingiustificata, di insensibilità e apatia (non come assenza di motivazione ma come assenza di empatia).
Venendo dal marketing, uso il termine “riposizioniamo il maschio” quando presento questi concetti. Sicuramente, il problema è duplice: da un lato, la cultura patriarcale ha creato una tossicità della mascolinità verso il diverso da sé: le donne, i gay, gli orientamenti che non coincidono con quelli tradizionali, il queer; dall’altra parte, gli stessi maschi sono spesso soffocati da questa gabbia di mascolinità tradizionale, con i suoi diktat, aspettative, norme rigide, vergogne e tabù e vorrebbero liberarsi. O magari ancora non lo sanno ma sentono un’oppressione o comunque un fastidio non ben identificato, di fronte a certi eventi.
1. Perché ora? Se non ora, quando?
Sogno di vedere giocare le mie figlie e i loro amici in una gioia incondizionata, senza sentire le maestre dire “le femminucce di qua e i maschietti di là”, senza gli scaffali pieni di rosa e di azzurro, di bambole e soldatini, tutto così maledettamente e vomitevolmente “anni ‘50”. Basta! Basta operai che fischiano quando vedono un culo passare come stessero chiamando il cane… basta giornali pieni di nefandezze sempre ad opera di uomini a scapito di donne. Basta vivere in una sorta di medioevo sempiterno.
Siamo già nel futuro con la tecnologia, è il momento di arrivarci anche con la cultura e la società.
2. Non è neanche giusto che tutti i maschi si sentano in colpa perenne solo per essere maschi
E’ un trend che sta emergendo, quando parlo con le persone presentando questo progetto. Senso di colpa no, però è giusto che tutti noi, uomini e donne insieme, madri e padri, che abbiate figli maschi, femmine, non binari, che non abbiate figli affatto, è giusto che facciamo tutti la nostra parte. Perché una società più aperta, più tollerante, più inclusiva e meno violenta e bigotta renderà tutti più felici e sereni e il mondo un posto migliore. Tutti, tranne chi, subdolo, ha solo da guadagnare dalla paura, dalla tensione, dalla chiusura (ne parleremo in un prossimo post, c’è sempre chi ci guadagna, come c’è sempre chi guadagna da una guerra, purtroppo).
3. Basta principi azzurri e principesse
Le storie sono importanti. I miti, i classici, la narrativa, tutte le storie trasmettono concetti che si saldano negli animi dei più piccini.
Nei prossimi post andremo ad analizzare più da vicino tante storie, tanti miti classici e contemporanei che ci sono arrivati con livelli di tossicità pazzeschi e che dovremmo re-imparare a leggere. Diamo per scontato che ciò che ci viene insegnato a scuola da bambini o dalla nostra famiglia sia tutto giusto e obiettivo, ma raramente è così. Leggere con occhio critico e mente sveglia tutto ciò che ingurgitiamo (culturalmente) è il primo passo per liberarci dalle catene del pensiero unico.
Il Diversamente Maschio diventerà Normalmente Maschio, mi auguro.
Prima di concludere, voglio suggerire un’altra pubblicazione che riguarda lo stesso tema, ma visto con gli occhi della bravissima Francesca Cavallo (quella delle Favole della Buonanotte per Bambine Ribelli, per capirci) Maschi del Futuro.
Ogni due sabati al mese, se vi iscriverete, vi arriverà la mia mail Diversamente Maschio con nuovi spunti e riflessioni. A presto!

